Descrizione
campana tibetana Chita Mani
Questa campana tibetana è una splendida forma Mani, estremamente antica e di dimensioni medio-piccole. Si tratta di un modello molto raro da trovare, appartenente a una tradizione artigianale antichissima.
L’ho scoperta lo scorso anno nel Nord dell’India, e fin dal primo momento mi ha colpito per la sua bellezza e la qualità del suono. Stimo che abbia almeno 200-300 anni, e conserva tutta la forza e la profondità delle campane tibetane più antiche.
Il suo suono è meraviglioso, con una vibrazione lunga, armoniosa e facile da attivare. È una campana da collezione, di rarissima qualità, ideale sia per la meditazione personale che per i trattamenti sonori.
La sua vibrazione è perfetta per lavorare con il chakra della corona, ma si adatta molto bene anche a sessioni di meditazione di gruppo, dove il suo suono limpido e profondo si fa sentire in modo pieno e visibile.
Nota maschile: Sol4 – 388 Hz
Nota femminile: Do♯6 – 1074 Hz
Una campana che unisce bellezza, rarità e potenza sonora, capace di toccare profondamente chi la ascolta.
La Campana Tibetana Mani è tra le più antiche che si possono trovare. Il suo aspetto è inconfondibile : ha un fondo largo e piatto e una forma a tronco di cono che sfocia in una apertura piuttosto chiusa rispetto al fondo. Sovente troviamo delle linee concentriche che decorano l’interno del fondo o le pareti sotto il bordo. Anche il suo colore è particolare : in genere chiaro e opaco. Il suo spessore e il suo peso sono importanti, per questo va attivata con una certa energia e senza impazienza. L’attesa è però premiata da un suono potentissimo e acuto, adatto anche ad ambienti ampi e ad attività di gruppo. La sua frequenza è generalmente alta ( anche 400Hz e oltre..) e questo la rende indicata per il trattamento dei chakra superiori, per la meditazione o per i concerti di campaneTibetane.
Informazioni sul campione sonoro
La registrazione del suono delle campane Tibetane è effettuata secondo tale successione: prima la ciotola viene battuta con una piccola mazza di feltro, per ottenere un rintocco ovattato, poi viene suonata con lo sfregamento del batacchio dalla parte della pelle fino a produrre il suo suono di base. Infine viene battuta di nuovo col batacchio usato dalla parte del camoscio, per ottenere il rintocco più acuto.










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